Aurea Creations
Whatsapp, nuovi termini e privacy: accetti o non accetti?
by Andrea

Hai già accettato i nuovi termini di utilizzo di Whatsapp?

In questi giorni, anche gli utenti italiani stanno ricevendo dal colosso mondiale delle chat la notifica sull’aggiornamento dei termini e dell’informativa sulla privacy.

Le informazioni dei media a riguardo sono contrastanti, ma ai fini pratici, come vedremo, ciò ha una importanza relativa.

Alcuni organi di informazione hanno messo in guardia sulla possibilità che, accettando le nuove condizioni, si dia facoltà a Facebook, che è proprietaria dell’app di messaggistica, di utilizzare dati sensibili per migliorare le inserzioni pubblicitarie sul social network.

Secondo queste fonti, dunque, non dovresti stupirti se dopo aver chattato con un amico a proposito di un nuovo modello di automobile noterai la pubblicità proprio di quel prodotto tra un post e l’altro di Facebook.

Altri sostengono invece che ciò non valga per chi risiede in Europa, dove infatti è in vigore il Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, più facilmente noto come GDPR.

La stessa rappresentanza europea di Whatsapp ha inoltre confermato che l’aggiornamento non comporta modifiche alla condivisione dei dati.

Questo, tuttavia, non vuol dire che non ce ne saranno in futuro, ma ciò potrebbe accadere solo a seguito di un accordo con le istituzioni irlandesi preposte, visto che nella regione europea i servizi vengono forniti da WhatsApp Ireland Limited, che è anche il titolare del trattamento dei dati.

Quindi, dovrebbe ancora valere la garanzia fornita dalla crittografia end-to-end, per la quale i contenuti di una chat sono accessibili solo agli interlocutori della stessa. 

Per saperne di più, comunque, è utile consultare la pagina delle FAQ di Whatsapp, dove è scritto chiaramente che alcune informazioni sono già condivise con Facebook e autorizzate nel momento in cui hai installato l’applicazione.

Tra queste: numero di telefono, tipo di dispositivo e sistema operativo utilizzati o informazioni di utilizzo come, ad esempio, l’ultima volta in cui hai utilizzato WhatsApp.

In conclusione, ai fini pratici, se in futuro sarà necessario acconsentire alla condivisione di altre informazioni sensibili allo scopo di consentire a Facebook di mostrarti sul social network pubblicità basate sui tuoi interessi espressi in chat ti troverai di fronte allo stesso bivio davanti al quale ti ritrovi ogni volta che installi un’app o crei un profilo social.

Ovvero, acconsentire a cedere parte della nostra privacy a fini commerciali oppure… non utilizzare questi strumenti!

Questo ribadisce, se ancora ce ne fosse bisogno, che non è del tutto vero che Facebook, Whatsapp e simili siano prodotti gratis. Li paghiamo, tutti, con la cessione di informazioni personali che sono vitali per il marketing.

Leave a reply