Aurea Creations
Social media tendenze 2021?
by Espedito Iannini
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Bella domanda. Provo a darti una risposta molto personale, ma in questo articolo poi ho intenzione di parlare di una tendenza che davvero non passa mai di moda.

Per il nuovo anno concentrerò la mia attività di gestione dei social media soprattutto su contenuti creativi ed efficaci, ma strutturati con semplicità.

Alla base di questo percorso, come sempre, c’è la preparazione. Infatti, “studierò” meglio come si muovono i grandi brand.

Non intendo dire che copierò quello che fanno i grandi marchi. Ma che osserverò con attenzione quelli che hanno strutture di comunicazione capaci più di altri di interpretare (in alcuni casi anticipare) le tendenze di cui parlavamo all’inizio di questo articolo.

Qualche nome? Ok. Si tratta di scelte soggettive, ma a me piacciono molto i contenuti sviluppati da Ikea, Taffo e Durex.

Mi colpiscono molto per la loro creatività a volte anche volutamente provocatoria e quindi sempre in grado di suscitare reazioni tra il pubblico.

Riescono quindi a suggerirmi percorsi da seguire per centrare quello che è il principale obbiettivo della comunicazione aziendale sui social media.

Suscitare sentimenti, arrivare infine a una certa immedesimazione del cliente con il messaggio pubblicitario e quindi con l’essenza stessa del brand.

Inoltre, alimenterò il mio interesse in fatto di tendenze documentandomi molto su specifici settori. Food e Travel sono due pilastri che bisogna sempre seguire. Con essi presterò inoltre molta attenzione anche a Music e Art.

A mio giudizio è in queste tendenze che si trova la roba più interessante alla quale prestare attenzione in questo anno.

C’è però sempre una cosa della quale non è possibile mai fare a meno nella comunicazioni sui social media, sia in quella personale che in quella aziendale.

Qualcosa che non passa mai di moda e che sostiene i trend di cui ho parlato in questo articolo. Ed è la creatività.

A volte succede a noi social media manager (ma anche ai professionisti creativi in generale) di scoprire qualcosa che funziona. Di riuscire a muovere una leva comunicativa che ci ripaga in termini di ottenimento dei risultati sperati.

Questo è un bene, ma può succedere che da quel punto in poi l’attività si trasformi in una ripetizione di azioni e concetti già usati, fino al loro logorio. Si crea insomma una “comfort zone” all’interno della quale stare.

Fino a che non ci si rende conto che non è più soddisfacente o, ancora peggio, che non funziona più.

Ed è qui che entra in gioco la creatività, indispensabile per produrre contenuti nuovi, freschi, diversi, stimolanti.

Il processo creativo, che in alcuni casi necessita di ore e ore di studio, prove e revisioni cammina di pari passo con la qualità e – sempre a mio parere – ne è un ingrediente irrinunciabile.

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